I Me Contro Te conoscevano il rischio?

Consumerismo ha portato i Me Contro Te davanti al Tribunale di Palermo. Chi ha ragione lo stabilirà un giudice. Chi pretende di saperlo prima di lui, di solito, ha già scelto per partigianeria da che parte stare. Non è il mio caso.

A me interessa una domanda più modesta. E proprio per questo più scomoda.

Il rischio era stato valutato? La coppia ne era consapevole?

La storia di un creator comincia spesso per gioco. Un video. Qualche follower. Poi mille, centomila, un milione. Arrivano gli sponsor, i prodotti, il merchandising, un sito, un’app. Si raccolgono dati, si installano cookie, si studiano comportamenti. Si costruisce una community. E se in quella community ci sono bambini, il gioco smette di essere tale molto prima che qualcuno se ne accorga.

A quel punto non sei più un ragazzo che pubblica video. Sei un’azienda: un’impresa, tu lo sappia o no, che produce rischi.

L’azienda, poi, cresce insieme alla sua struttura. Assume, organizza, controlla, distribuisce responsabilità. Il creator può passare dalla cameretta a milioni di utenti senza attraversare nessuna di queste stazioni. Il successo corre. L’organizzazione, quando c’è, arriva a piedi.

Il diritto, però, anche se non ci pensi, segue quello che fai.

Vendi prodotti? Ci sono le norme sui consumatori. Fai pubblicità? Ci sono le regole della pubblicità. Raccogli dati? C’è il GDPR. Usi cookie e profilazione? Devi sapere cosa raccogli, perché e su quale base. Hai un’app? Devi sapere cosa succede dietro lo schermo che l’utente tocca con il dito. E se l’utente ha otto anni, tutto questo pesa il doppio.

Non a caso le contestazioni di Consumerismo toccano pubblicità, acquisti, cookie, dati, profilazione e minori. Saranno valutate dove devono esserlo. Ma lasciamo i Me Contro Te al loro giudice e facciamo un esperimento.

Mettiamo attorno a un tavolo un influencer, il suo manager, chi gestisce il sito, chi sviluppa l’app, chi cura il marketing, il commercialista e l’avvocato. E facciamo una sola domanda: quali rischi può produrre questo business nei prossimi dodici mesi?

Scopriremmo che ognuno conosce benissimo il proprio pezzo. Il marketing conosce le campagne. Lo sviluppatore conosce l’app. Il commercialista conosce i numeri. L’avvocato conosce le norme. E non lo chiamano.

Il rischio non abita in un pezzo. Abita nelle giunture. Una campagna diventa un problema giuridico quando incontra un certo pubblico. Una funzione dell’app diventa un problema privacy quando raccoglie certi dati. Un percorso d’acquisto diventa un problema di consumo quando è disegnato in un certo modo. E una tecnologia che funziona alla perfezione può generare un guaio che nessuno aveva visto, perché tutti erano occupati a controllare che funzionasse.

Qui passa il confine tra compliance e governance.

La compliance chiede: stiamo rispettando le regole? Domanda necessaria. La governance ne aggiunge un’altra: che cosa può succedere? Ed è tutt’altra domanda.

Si può avere la privacy policy, il cookie banner, i contratti, le informative. Tutte le caselle spuntate. E il problema seduto davanti, che aspetta. Perché la checklist fotografa quello che esiste oggi. Il rischio guarda a domani. E domani, com’è noto, non firma moduli.

Su questo principio ho costruito Cybermetrica®️. Il rischio legale non va scoperto quando si manifesta. Va individuato, misurato e governato quando è ancora soltanto una possibilità. Perché quando arrivano la contestazione, la sanzione, la causa o la crisi reputazionale, il rischio ha già cambiato nome.

Si chiama problema.

Un milione di follower non sono un milione di opportunità. Sono anche un milione di punti di contatto con un sistema fatto di contenuti, pubblicità, dati, prodotti, piattaforme e regole.
E un milione di cause.
O una milionaria.

Non è un motivo per avere paura di crescere. È un motivo per far crescere la governance alla stessa velocità del business.

Un’ultima cosa.

Questa domanda non riguarda i Me Contro Te.
Loro in tribunale ci sono già.
Riguarda ogni influencer. Ogni creator. Ogni manager. Ogni azienda che ha costruito un business intorno a una community.

Sai quali rischi legali sta creando, oggi, il tuo business?

Se per saperlo devi aspettare che qualcuno te lo contesti, la risposta è arrivata tardi.

Il momento giusto per chiamare un avvocato non è quando arriva il problema.

È prima.

È adesso.

Immagine di Avv. Gianni dell'Aiuto

Avv. Gianni dell'Aiuto

Avvocato cassazionista

Secret Link